Abbandonato a sé stesso, ad un passo dall’asfissia, questo naufrago si troverà a fare i conti con i vari volti della libertà e delle sue conseguenze, dalla sua nascita, all’abuso.
Lo schiavo non è tanto quello con la catena al piede, quanto quello che non è più in grado di immaginarsi la libertà.
Ormai si tende a mettere i fiorellono alla cella dentro la quale si è prigionieri.
Leccare il pavimento, da tortura, è diventata aspirazione» (Silvano Agosti)
Sugnu ammenzu a li morti e non su' mortu Sugnu ammenzu a li vivi e non su' vivu A la figura pari chi su mortu e puru non su' nè mortu nè vivu Lu pinseru mi dici chi su mortu e lu cori mi dici chi su' vivu Megghiu sarria de veru essiri mortu chi di la libirtà mi sugnu privu
Sono in mezzo ai morti e non son morto Sono in mezzo ai vivi e non son vivo Apparentemente sembro morto eppure non sono né morto né vivo Il pensiero mi dice che son morto e il cuore mi dice che son vivo Sarebbe davvero meglio esser morto che esser privo della libertà